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Genitori e padre padrone

Che i ragazzi e le ragazze nel corso dell'adolescenza si lamentino dei propri genitori, che li trovino pesanti, snervanti e antiquati non è nulla di nuovo. In un certo senso è pure normale e fa parte della strada che ognuno percorre.


Che però ci possano essere dei genitori che veramente assillano i propri figli e che fanno tutt'altro che accompagnarli serenamente sul cammino della crescita è un argomento delicato e tabù. Si tende a voler credere che i genitori non possano fare altro che amare e dare il massimo ai propri figli. Almeno, così si pensa ...
Che la realtà non sempre corrisponde a questo quadretto familiare idilliaco si capisce dai colloqui con i ragazzi stessi.

Spesso quando un ragazzo si ritira dalla vita sociale, quando risulta depresso per lunghi periodi e non riesce più a rendere a scuola, sullo sfondo si cela una situazione familiare pesante. Ci sono ragazzi che raccontano di genitori assenti, disinteressati, di genitori svalutanti che esprimono inequivocabilmente il loro disprezzo. Genitori che di fronte a un rendimento scolastico che non li soddisfa appieno non sanno fare altro che vietare tutto, anche le cose più elementari e banali. Nelle crisi coniugali poi i figli spesso sono costretti ad assumere il ruolo di alleati in una guerra nella quale non dovrebbero essere coinvolti. Oltre alla violenza psichica purtroppo esiste anche quella fisica e sessuale. È brutto dirlo, ma è così.

Sia il ruolo di genitore, sia il ruolo di figlio o figlia non è semplice. La differenza però è che la responsabilità per lo sviluppo dei figli, i quali hanno il diritto di vivere in un ambiente familiare positivo, è dei genitori. Quello che sembra essere "solo" un obbligo morale è in verità anche un obbligo di legge. I genitori infatti hanno il dovere non solo di soddisfare i bisogni primari come l'alimentazione, vestiario, alloggio, medicine ecc. ma anche di educare nel rispetto della personalità e tenendo conto delle aspirazioni dei figli. Questo obbligo descritto in termini astratti in concreto significa che i figli hanno il diritto di frequentare dei coetanei, di gestire il loro tempo libero ed avere degli hobby o coltivare uno sport. Hanno poi ovviamente il diritto ad avere delle proprie opinioni ed aspirazioni, e di esprimerle liberamente.

I tempi del padre padrone formalmente sono passati e per fortuna anche nella realtà determinati metodi "educativi" non sono più la norma. Purtroppo le eccezioni confermano la regola e delle situazioni familiari che non favoriscono affatto una crescita serena ci saranno sempre.
Cosa fare? parlarne e cercare aiuto presso degli adulti di fiducia tipo insegnanti o parenti, oppure presso i servizi sociali o i consultori.