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A proposito di pornografia

Se fino a una dozzina di anni fa visionare del materiale pornografico per un giovane era una impresa ardua che richiedeva vari sotterfugi, oggi “grazie” a internet e ai cellulari sempre più sofisticati, chiunque, volente o nolente, viene confrontato con del materiale pornografico di vario genere.

Ma che cos'è esattamente la pornografia e quali rischi comporta?

La pornografia è la raffigurazione di soggetti erotico sessuali in maniera esplicita.
Viene definita in senso lato come descrizione e rappresentazione di cose oscene, ovvero che offendono il pudore. La parola viene dal greco e, tradotto letteralmente, significa scrivere su o rappresentare scene di prostituzione.

Il dibattito sulla pornografia probabilmente è vecchio quanto le prime rappresentazioni di donne e uomini nudi. I valori e i costumi sessuali cambiano in continuazione e dall'antica Grecia dove i maestri Filosofi amoreggiavano con gli allievi, a oggi è cambiato parecchio.
Anche alcune celebri opere artistiche, come la Fornarina di Raffaello, un tempo venivano considerate scandalose e oscene. Oggi invece tutti i critici d'arte sono concordi nel dire che la Fornarina al pari delle prostitute dipinte da Picasso sono grandi capolavori artistici.

Cos'è cambiato, oggi?

Indubbiamente la tecnologia ha amplificato la possibilità di rappresentare sia i corpi nudi che l'atto sessuale. Non si tratta più della rappresentazione scritta o di un dipinto statico. Oggi la riproduzione è così perfetta che spesso si rischia di confondere la pornografia con la sessualità vera e propria.

È bene ricordare che non sono la stessa cosa, la vita non è un filmato, e la pornografia mostra solo una parte della sessualità.

Nella pornografia, generalmente, i rapporti sessuali documentati sono preminenti rispetto al contesto psicologico ed emotivo nel quale si realizzano. Si ha, quindi, una scarsissima attenzione, per l'emotività nella sessualità. Non esiste innamoramento, non esiste attesa, non esiste erotismo giocato sul vedo non vedo ...
Quindi la pornografia si riduce a una mera rappresentazione di corpi nudi e dell'atto sessuale. Poco importa il prima e il dopo.

Se poi si volesse distinguere tra pornografia ed erotismo si può dire che l'erotismo è comunicazione, la pornografia è rappresentazione.
Scritto così può apparire evidente. Purtroppo soprattutto per i giovani che non hanno ancora vissuto la propria sessualità in coppia, tale evidenza non traspare dai filmati e dalle riviste pornografiche. Vedere una attrice porno sempre ben disposta e vogliosa, che “scopa” con chiunque, ovunque e a qualsiasi ora può fare ridere, può arrapare ma può creare anche un sacco di confusione nella testa di uomini e donne più o meno giovani.

Arrivare a pensare che la propria vita sessuale possa o debba assomigliare a ciò che si vede in un film porno non è solo frustrante ma impedisce addirittura una sessualità completa.
La sessualità è molto di più del rapporto carnale tra due corpi nudi. La sessualità è legata alla vita emotiva, la sessualità è rispetto, la sessualità è desiderio, la sessualità è attrazione, e innanzi a tutte queste definizioni la sessualità è una forma di comunicazione con il prossimo.

Forse, ma il dilemma non si risolverà mai, la sessualità in qualche modo è legata all'amore.

Coloro che fanno finta di potere scindere a cuor leggero tutti questi aspetti della sessualità rischiano di fare del male a se stessi e al prossimo. Perché dove non c'è rispetto, dove non c'è desiderio, dove non c'è attrazione si rischia di oltrepassare tanti confini della dignità umana, e si decade nel produrre filmati e giornaletti nei quali gli attori vengono costretti ad avere dei rapporti sessuali, nel peggiore dei casi anche con degli animali, e nei quali vengono abusati sessualmente dei ragazzini e delle ragazzine. E questo è un crimine.